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		<title>articoli</title>
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			<title>Lo Standard e il carattere</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Lo Standard e il carattere</strong><br />CARATTERE
Come abbiamo visto nella &quot;storia del Golden Retriever&quot; la razza venne sviluppata per il riporto multiplo della cacciagione abbattuta. Le caratteristiche volute per questo lavoro (intelligenza, memoria, duttilità, compiacenza, fedeltà, docilità) sono esattamente le stesse che fanno del Golden Retriever un cane che si adatta a tutte le situazioni: oltre che nel &quot;suo&quot; lavoro, eccelle anche nel sociale, ,dove viene impiegato nella protezione civile, per il soccorso durante le valanghe, i crolli di edifici e, grazie alla sua naturale predisposizione per l&#039;acqua, soprattutto nei salvataggi nautici.
Il Golden Retriever è dotato di un&#039;indole adatta per aiutare le persone in difficoltà ed è infatti molto utilizzato nella pet-therapy, soprattutto per gli ammalati, per non vedenti e i disabili in generale. 

Ma il Golden Retriever è anche un perfetto cane di famiglia, per i seguenti motivi:
- E&#039; amante delle persone e delle carezze, e non si allontana di un passo da chiunque gliene elargisca, obbediente, dolce ed equilibrato, affettuoso senza essere troppo invadente, facilmente educabile ed adattabile alla vita cittadina anche in appartamento, in questo caso però attenzione a non fargli mancare momenti di attività all&#039;aperto, per permettergli di dare libero sfogo alla sua energia.
- È molto amichevole nei confronti delle altre razze, con le quali ama giocare, generalmente non crea problemi di convivenza con i gatti o con altri animali domestici. 
Se sentite che un Golden Retriever ha morso qualcuno senza motivo, non credeteci.
- E&#039; un affettuoso compagno per i bambini, nonostante la sua mole, è infatti molto dolce e protettivo, mostrando una notevole pazienza anche nei confronti dei bimbi più dispettosi. 

Sembrerebbe quindi un cane &quot;per tutti&quot;, ma attenti, non è così.
- Se c&#039;è un&#039;attitudine che il Golden Retriever proprio non ha è quella della guardia e difesa della proprietà. Se volete un cane da guardia, non è certo il cane adatto: malgrado la taglia e l’iniziale abbaio di allarme possano fermare un intruso, il Golden Retriever &quot;tipico&quot; è amichevole con tutti.
- Sopporta male la solitudine e deve essere amato e accettato da tutta la famiglia, confinarlo da solo, per l&#039;intera giornata, in un giardino o in un appartamento, porterebbe il cane ad intristirsi, togliendogli l’allegria che è capace di trasmettere a chi vive con lui e ad esibire comportamenti sgraditi.
- Non è adatto alle persone indipendenti, che preferiscono un cane che sappia starsene da solo in un angolo, oppure a quelle gelose di vederlo dispensare a tutti il suo affetto, o ancora a coloro che amano farsi forti di un cane che sappia dominare su tutti altri, costoro è meglio che si rivolgano ad altre razze.
STANDARD
FCI Standard N°111 / 28.10.2009.
GOLDEN RETRIEVER
ORIGINE. Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE:
28.07.2009
UTILIZZAZIONE: Cane da caccia
CLASSIFICAZIONE F.C.I Gruppo 8 Cani da riporto, cani da cerca e cani
da acqua
Sezione 1 Cani da riporto
Con prova di lavoro
ASPETTO GENERALE
Armonioso, equilibrato, attivo, potente, dal movimento regolare, robusto con
gentile espressione
COMPORTAMENTO-CARATTERE
Obbediente, intelligente e con innata disponibilità al lavoro; gentile, amichevole
e fiducioso.
TESTA proporzionata e ben cesellata
REGIONE DEL CRANIO
Cranio largo senza essere pesante; buono l’attacco del collo.
Stop ben definito
REGIONE DEL MUSO
Tartufo preferibilmente nero
Muso possente, largo e alto: Lunghezza del muso più o meno pari a quella fra
lo stop e l’occipite.
Mascelle/Denti mascelle forti, con una perfetta, regolare e completa
chiusura a forbice, cioè coi denti superiori che si sovrappongono a stretto
contatto agli inferiori e sono impiantati perpendicolarmente alle mascelle
Occhi marrone scuro, ben distanziati – rime palpebrali scure
Orecchi di medie dimensioni, inseriti pressappoco al livello degli occhi.
COLLO : di buona lunghezza, pulito e muscoloso
CORPO armonioso
Dorso linea superiore orizzontale
Rene forte, muscoloso e corto
Torace alto per dare spazio al cuore. Costole profonde e ben cerchiate
CODA : inserita e portata al livello del dorso, arriva al garretto; non è arrotolata
all’estremità
ARTI
ANTERIORI diritti con buona ossatura
Spalle ben oblique, con scapole lunghe.
Braccio di uguale lunghezza della scapola, posiziona bene gli anteriori sotto il
corpo.
Gomiti strettamente aderenti
Piedi anteriori: rotondi e da gatto
POSTERIORI forti e muscolosi
Ginocchia ben angolate
Gambabuona
Garretti ben discesi, diritti se visti da dietro, non deviati in dentro né in fuori. I
garretti vaccini sono altamente indesiderabili.
Piedi posteriori: rotondi e da gatto
ANDATURA potente, con buona spinta. Movimento diritto e regolare degli
anteriori e dei posteriori. Passo lungo e libero senza alcun segno di passo
“steppante” dell’anteriore.
MANTELLO
PELO piatto o ondulato, con belle frange. Fitto sottopelo impermeabile
COLORE qualsiasi tonalità del dorato o crema, non rosso né mogano. Ammesso
qualche pelo bianco, ma esclusivamente sul petto
TAGLIA
Altezza al garrese: Maschi 56 – 61 cm
Femmine 51 – 56 cm
DIFETTI Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerato come
difetto e la severità con cui va penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità e
agli effetti sulla salute e benessere del cane, e sulla capacità di svolgere il suo
tradizionale lavoro.
DIFETTI ELIMINATORI
 Cane aggressivo o eccessivamente timido
Qualsiasi cane che manifesti in modo evidente delle anomalie d’ordine fisico o
comportamentale, sarà squalificato
N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente
discesi nello scroto.]]></description>
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			<title>Le Malattie Ereditarie del Golden Retriever</title>
			<link>http://www.goldenretrievernoor.com/1/le_malattie_ereditarie_del_golden_retriever_9444402.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Le Malattie Ereditarie del Golden Retriever</strong><br />Displasia dell&#039;anca (HD)
Il termine &quot;displasia&quot; deriva dal greco e significa &quot;formazione anormale&quot;. La displasia dell&#039;anca è quindi una patologia scheletrica caratterizzata da un anomalo sviluppo dell&#039;articolazione coxo-femorale (incongruenza ossea e lassità legamentosa) le cui conseguenze si manifestano dopo la nascita. Il cane displasico può manifestare diversa sintomatologia: da una lieve zoppia alla totale immobilità.
Poiché la patologia in questione ha una base genetica, ed è quindi ereditaria, è di fondamentale importanza che entrambi i genitori siano controllati tramite una radiografia prima della loro eventuale riproduzione. L&#039;accoppiamento di cani displasici ha come conseguenza la nascita di un&#039;alta percentuale di cuccioli displasici.
Per correttezza bisogna aggiungere che la displasia dell&#039;anca può essere fortemente aggravata da una non corretta gestione del cucciolo durante l&#039;accrescimento e in particolare dai 4 ai 9 mesi di vita. In questo periodo delicato una scorretta alimentazione e l&#039;esercizio eccessivo possono aggravare situazioni border-line.
La radiografia di controllo deve essere fatta dopo il compimento dei 12 mesi di età da un veterinario autorizzato che la invia ad una centrale di lettura ufficiale (FSA o CeLeMaSche). La centrale di lettura emette una diagnosi che viene riportata sul pedigree del cane (in alto a destra) mediante l&#039;apposizione di una lettera identificativa secondo il seguente schema:
A - Normale
B - Quasi Normale
C - Lieve Displasia
D - Media Displasia
E - Grave displasia
 
fattori genetici ereditari : genitori che hanno questo tipo di malformazione hanno circa il 25% di possibilità di trasmetterlo alla loro progenie. 
fattori genetici generici : struttura ossea, muscolare, tendinea e loro equilibrio, l&#039;incremento del peso medio dell&#039;animale e velocità di accrescimento nei primi sei, nove mesi di vita. 
fattori ambientali : una alimentazione inadeguata, l&#039;eccessivo movimento o la sovralimentazione durante la delicata fase di crescita, il tipo di terreno sul quale cresce. Una prevenzione sicura per questa malattia non esiste in quanto non si è ancora in grado di valutare dal DNA la predisposizione di un soggetto. Si cerca quindi di effettuare un esame radiologico su tutti i soggetti riproduttori e di utilizzare per la riproduzione solo quelli esenti da displasia. Questo, purtroppo, non garantisce che la discendenza sia sana perché anche soggetti senza displasia possono essere portatori di geni, ma diminuisce la possibilità che ciò accada. Può essere utile sottoporre i soggetti della stessa famiglia al test della progenie, che consiste nell&#039;esame di tutti i soggetti della stessa famiglia, in modo da esercitare un controllo sulle qualità dei geni dei riproduttori. I controlli sulla displasia si effettuano dopo l&#039;anno di età del soggetto, cioè al completamento dell&#039;accrescimento osseo. In Italia la lettura ufficiale della displasia dell&#039;anca prevede cinque gradi: A - normale, B - quasi Normale, C - leggera displasia, D - media displasia, E - grave displasia. Le terapie per i soggetti affetti da displasia possono essere di tipo conservativo (come il controllo del peso, controllo dell&#039;attività motoria, la somministrazione di sostanze antiinfiammatorie non steroidi e di sostanze conservative per le cartilagini) o di tipo chirurgico. La triplice osteotomia del bacino si effettua dal sesto all&#039;ottavo mese di età del cane e consiste nella rotazione del segmento acetabolare in modo che l&#039;articolazione riesca a rimanere in sede; in questo modo si rallenta il processo degenerativo articolare dato dall&#039;errato sfregamento. La DAR artroplastica che consiste nella costruzione di un tetto acetabolare artificiale, mediante un trapianto osseo, in modo da riuscire a trattenere la testa femorale. Questi tipi di interventi vengono effettuati quando non si ha di fronte una situazione degenerata. Altrimenti si deve prendere in considerazione la protesi dell&#039;anca, intervento molto efficace ma dispendioso o, in alternativa, l&#039;ostectomia della testa e del collo del femore e la miotomia del muscolo pettineo. Questi ultimi interventi sono praticati nel cane adulto o anziano, cioè quando non è più possibile intervenire con la triplice osteotomia del bacino o con la DAR e viene giudicata troppo costosa la protesi dell&#039;anca. 
 
 
Displasia del gomito (ED)
 
Si tratta di una patologia scheletrica che colpisce l&#039;articolazione del gomito. La non perfetta congruenza articolare porta a fenomeni artritici, artrosici, distacco di frammenti ossei che provocano dolorabilità e zoppia nell&#039;animale. I sintomi compaiono in genere intorno ai 4-8 mesi di età. Poiché la displasia del gomito è una patologia in parte ereditaria, i soggetti destinati alla riproduzione devono essere controllati radiologicamente.
L&#039;esame si effettua dopo il compimento dei 12 mesi di età. Come per la displasia dell&#039;anca, la lettura delle radiografie deve essere eseguita da centri ufficiali che appongono sul pedigree un numero:
0 - Normale
BL - Quasi normale
I - Artrosi lieve
II - Artrosi media
III - Grave artrosi
Come per l&#039;anca anche per la displasia del gomito, in Italia i controlli sono fortemente raccomandati ma non sono al momento obbligatori. 
 
 
LE MALATTIE EREDITARIE DELL&#039;OCCHIO  
 
Nei retrievers vi sono varie malattie oculari che si trasmettono per ereditarietà. Vi sono malattie che producono solo un&#039;alterazione dell&#039;aspetto estetico dell&#039;animale, senza compromettere la sua salute e quindi sono di minore rilevanza:
 
Le oculopatie gravi che vanno invece considerate seriamente sono:
 
la cataratta che provoca opacità della lente o del cristallino e nei casi più gravi porta l&#039;animale alla cecità. Può essere corretta chirurgicamente, ma è molto importante non riprodurre i soggetti che abbiano avuto questa patologia;
 
l&#039;atrofia progressiva della retina (PRA) è la peggiore delle malattie oculari, considerando il fatto che non è curabile. In questo caso è molto importante togliere dalla riproduzione il soggetto e tutti i suoi ascendenti e discendenti. Fortunatamente in Italia sono stati riscontrati pochi casi;
 
l&#039;atrofia progressiva centrale della retina provoca una degenerazione della retina e quindi la cecità dell&#039;animale. Questa malattia è causata dalla errata alimentazione e da problemi metabolici. In Ialia non sono stati riscontrati casi;
 
displasia della retina che si diagnostica entro i primi tre mesi di vita e si manifesta con lesioni a pieghe, ad aree geografiche o con distacco di retina.]]></description>
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			<title>La storia e le origini del Golden Retriever</title>
			<link>http://www.goldenretrievernoor.com/1/la_storia_e_le_origini_del_golden_retriever_9443817.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>La storia e le origini del Golden Retriever</strong><br /> 
“C’era una volta un Lord inglese che una sera, recandosi al circo, vide dei fantastici cani dal mantello d’oro: se ne innamorò, venne a sapere che i cani venivano dalla Russia e dopo una lunghissima trattativa con i proprietari, che erano cacciatori di pellicce, riuscì ad aggiudicarsene una coppia (secondo altre versioni due coppie, o addirittura otto cani). Li portò quindi a casa sua e cominciò ad allevarli…”
Questa simpatica favoletta, avvalorata dalla presenza in Russia di cani da riporto dal mantello dorato (i setter russi), rimase a lungo in auge tra i fans del Golden, a cui piaceva molto la leggenda dei misteriosi cani dall’origine esotica.
La realtà, però, era completamente diversa e venne alla luce negli anni ‘50, quando i libri di allevamento del Lord inglese (che esisteva davvero, e si chiamava Lord Tweedmouth) vennero ritrovati da un suo pronipote.
Su quei libri erano segnati tutti gli incroci e tutte le nascite a partire dal 1868, quando Lord Tweedmouth decise di creare una nuova razza partendo da Nous, un retriever giallo, e da Belle, una Tweed Water Spaniel (razza ormai estinta) dal pelo marrone.
Nous, nato nel 1864, era stato acquistato a Brighton ed era figlio di due Wavy Coated Retriever, entrambi neri (il Wavy Coated è il progenitore diretto dell’attuale Flat Coated Retriever).
Da questo primo incrocio nacquero quattro cuccioli gialli, un maschio e tre femmine, che possono essere considerati i primi Golden (o quasi) della storia.
Il “quasi” è dovuto al fatto che più tardi altre razze, come setter irlandese e bloodhound, intervennero nella selezione; ma già la prima cucciolata mostrava caratteristiche molto desiderabili, tant’è vero che il Lord tenne due cagnine per sé (Cowslip e Primrose) ma cedette il maschietto (Crocus) a suo figlio e la terza cucciola (Ada) a suo nipote, anch’egli allevatore.
 E’ certo che la famiglia di Lord Tweedmouth, nel giro di pochissime generazioni, riuscì a fissare una nuova razza che non aveva proprio nulla di russo…e che non ha mai avuto neppure alcuna parentela con il Labrador, anche se molte persone credono ancora che il Golden sia semplicemente “un Labrador a pelo lungo”.
Io stessa ho definito le due razze “cugine” poche righe fa…ma solo perché sono entrambi retriever! In realtà le loro origini sono completamente diverse e, come vedremo tra poco, è piuttosto diverso anche il carattere.
 Ma per ora restiamo alla storia, scoprendo che i “cani d’oro” di Lord Tweedmouth piacquero molto ai cacciatori dell’epoca: quindi fiorirono diversi allevamenti (tutti basati su riproduttori di Tweedmouth) che portarono la razza alla prima iscrizione in un Libro Origini ufficiale.
Essa arrivò nel 1913, quando la razza venne chiamata “Golden or Yellow Retriever” (prima di allora i cani erano sempre stati registrati come “Flat Coated gialli”).
Nel 1920 la denominazione venne cambiata in quella attuale di “Golden Retriever” e venne anche redatto il primo standard, a cura del primo Golden Retriever Club: ma ci vollero altri quarant’anni prima che il Golden venisse riconosciuto dal Kennel Club inglese come nuova razza.
Questo avvenne infatti nel 1960, quando in realtà il Golden – passato attraverso due guerre mondiali – aveva subito un bel po’ di danni quantitativi e qualitativi.
  Solo a partire dagli anni ‘80 si può dire che la razza sia tornata in piena salute, anche se oggi – divenuto “di moda”, come dicevamo – rischia di nuovo grosso: è innegabile che, in cinofilia, la moda riesce a fare più danni di una guerra!
Lasciando perdere gli “pseudogolden” allevati dai soliti cagnari che sono saltati fuori un po’ ovunque, e non citando proprio i cani dell’Est che somigliano a un Golden come io assomiglio a Sofia Loren, possiamo comunque dire che morfologia e doti caratteriali oggi sono ben fissate, anche se si nota ancora una leggera eterogeneità nelle diverse linee di sangue.
Fortunatamente molti Club, in tutta Europa e anche in Italia, stanno facendo del loro meglio per “salvare” la razza dai rischi dell’eccessiva
popolarità: purtroppo non è facile, quando la richiesta diventa così pressante, tenere sotto controllo la riproduzione nel suo insieme…ma ci
sono molti allevatori seri che si danno veramente da fare per evitare il peggio, tenendo sotto controllo la salute – per prima cosa – e poi bellezza e carattere.
“Purtroppo”, tra virgolette, proprio il carattere del Golden è la causa principale della sua diffusione: quando le masse hanno scoperto che si trattava di un cane docile, duttile, amichevole, intelligentissimo e facile da addestrare…si sono buttati tutti a pesce.
Ma queste doti caratteriali erano state selezionate per creare un cane da lavoro, e nella fattispecie un cane da riporto. Il Golden ha questo nel suo DNA: non ha il ruolo di “cane da divano”. E per quanto sia dolce e buono…se viene costretto a vivere sempre e solo tra quattro mura diventa un cane stressato e infelice.
Per questo continuo e continuerò a ribadire che il Golden deve assolutamente lavorare.
Questo non significa che debba andare per forza a caccia: ci sono mille modi per farlo vivere bene senza ammazzare alcun animale.
Però non può e non deve stare senza far niente, perché questo significa snaturarlo e mancargli di rispetto.]]></description>
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