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Ci sono alcune patologie che si riscontrano anche in questa razza: Oculopatie, Displasie dell'anca e displasia del gomito. Per preservare il nostro golden retriever da queste malattie cosiddette ereditarie, è necessario seguire delle piccole regole quando decidiamo di acquistare il nostro cucciolo, prima tra tutte "cercare un cane ben selezionato" e che quindi non abbia nel suo pedigree "parenti" con qualcuno dei problemi sopra elencati. (per conoscere meglio le "regole" da seguire visita la pagina "la cura del cucciolo") Tutti i soggetti usati per la riproduzione devono aver superato i controlli necessari per accertarsi del loro stato di salute e questi controlli devono essere documentati. LE MALATTIE EREDITARIE LE OCULOPATIE LA DISPLASIA DEL GOMITO CLASSIFICAZIONE DELLA DISPLASIA DEL GOMITO LA DISPLASIA DELL’ANCA LE OCULOPATIE Malattie oculari ereditarie La Commissione è presieduta dal Prof. Claudio Peruccio, Diplomato European College of Veterinary Ophthalmologists, Responsabile Settore Oculopatie Ereditarie della S.O.V.I. (Società Italiana di Oftalmologia Veterinaria), Cattedra di Patologia degli Animali da Compagnia, Università degli Studi di Torino. Analisi della situazione attuale Nel nostro paese la moderna oculistica veterinaria è particolarmente avanzata ed ha una tradizione che risale agli anni 60-70, quando si è consolidata presso il settore di Clinica Medica della Facoltà di Veterinaria dell’Università di Torino. Nel 1989 è stata fondata la Società di Oftalmologia Veterinaria Italiana (S.O.V.I.) cui oggi afferiscono numerosi Medici Veterinari interessati all’argomento. Nell’ambito SOVI un gruppo di soci si è dedicato allo studio delle oculopatie ereditarie ed alla loro prevenzione. Dal 1992 sono stati esaminati cani di razza diversa per perfezionare e verificare la competenza degli esaminatori. Da molti anni vengono eseguite dalla SOVI indagini sulle oculopatie ereditarie in Italia e sono state operate collaborazioni su questo argomento in altri Paesi europei e nord-americani. Questo tipo di prevenzione è finalizzata ad eliminare inutili sofferenze e disagi ai cani ed ai loro proprietari, oltre a dimostrare la capacità ad eseguire una corretta selezione da parte degli allevatori. È stata da tempo instaurata una proficua collaborazione con alcuni di loro, ma si tratta ancora di sporadiche iniziative che dipendono dalla buona volontà di singoli o dalla richiesta di certificati in ambito internazionale. Come responsabili di quest’argomento per la SOVI e la FSA è stato elaborato un programma di qualificazione professionale per istruire medici veterinari ad effettuare visite oculistiche specifiche adottando i protocolli di indagine raccomandati in ambito europeo e statunitense. Oggi esistono le condizioni idonee per instaurare una fattiva collaborazione tra ambito veterinario ed allevatori che, come negli altri Paesi, dovrebbe nascere e restare sotto il controllo delle rispettive istituzioni (FSA - ENCI). Programma operativo Il piano di sviluppo proposto si articola in 4 punti: 1. Le visite oculistiche dovrebbero essere rese obbligatorie o altamente incentivate per i riproduttori delle razze che sappiamo essere particolarmente predisposte ad oculopatie ereditarie che comportano il rischio di cecità. Tra le razze del precedente elenco riteniamo a maggior rischio in Italia il Collie, il Golden Retriever, il Labrador Retriever ed il Siberian Husky che dovrebbero essere le prime per le quali richiedere una certificazione. L’elenco è stato volutamente contenuto, dato che nella maggior parte delle razze sono state riscontrate oculopatie ereditarie. 2. Le visite oculistiche dovrebbero essere effettuate almeno a campione per conoscere la situazione in Italia in altre razze dove sono segnalate oculopatie ereditarie. 3. Esistono poi molte altre oculopatie ereditarie importanti come l’entropion, l’ectropion, la distichiasi, la persistenza della membrana pupillare ecc... che dovrebbero essere prevenute, ma che non comportando gravi rischi di cecità, non rappresentano un’urgenza; tuttavia non vanno dimenticate. 4. Sarebbe opportuno affrontare il problema delle oculopatie ereditarie delle razze italiane nell’interesse dei cani e per dimostrare la serietà e l’importanza dei nostri intenti. allevamento golden retriever Noor Golden roma LA DISPLASIA DEL GOMITO La Displasia del gomito o ED (dall’inglese Elbow Dysplasia) è una malattia scheletrica del periodo dell’accrescimento del cane caratterizzata dal conseguente sviluppo di artrosi. Colpisce per la per lo più razze di taglia grande che superano da adulti i 20-25 Kg di peso. Il termine displasia del gomito o ED indica uno sviluppo anomalo dell’articolazione del gomito che comporta lo sviluppo di artrosi indipendentemente dal problema specifico che ha colpito il comparto articolare. La sintomatologia di un soggetto colpito da ED è piuttosto varia, si va da una zoppia dell’arto interessato più o meno accentuata con un movimento del gomito aperto verso l’esterno, ad una immobilità totale dell’arto interessato (nei casi più gravi). L’animale cercherà di evitare di appoggiare l’arto tanto che una prolungata dolorabilità potrebbe far si che col passare del tempo si possa avere un atrofia muscolare dell’arto ed un rigonfiamento sulla parte offesa. Numerosi studi hanno dimostrato che la displasia del gomito è una patologia ereditaria, anche se la componente ambientale, nutrizionale ed il rapido accrescimento, possono influire nello sviluppo della patologia. La malattia è poligenica (come la displasia dell’anca), ossia, non è il frutto dell’espressione di un unico gene, ma della sommatoria o dell’interazione di più componenti geniche. Ad oggi non sono stati ancora identificati i geni portatori di questa importante malattia e l’unico modo di selezionare i cani per la riproduzione consiste nel controllarne il fenotipo (ciò che della malattia si rende manifesto), nella convinzione che i soggetti sani siano portatori di pochi geni della malattia, che i soggetti subclinici siano portatori di un numero maggiore di geni della malattia e che i soggetti che zoppicano o che hanno zoppicato nel corso della loro vita siano i portatori del maggior numero di geni della displasia del gomito. È importante il controllo del maggior numero possibile di parenti e discendenti dei soggetti scelti per la riproduzione. I cani che manifestano la malattia nel corso della loro vita zoppicando sono solo una piccola percentuale dei cani in realtà affetti ma che non manifestano i sintomi della patologia. È accertato che i cani di taglia grande, con un rapido accrescimento e con la capacità di assumere grandi quantità di cibo sono più esposti a queste patologie. Tale situazione è notevolmente peggiorata da diete energetiche, ricche di proteine, minerali e vitamine. Studi sperimentali condotti da Olsson (1972) su giovani Alani hanno dimostrato che soggetti alimentati con una dieta bilanciata ma assunta in quantità eccessiva, oppure con diete fortemente integrate di calcio (3,3% della sostanza secca), hanno presentato una netta maggior incidenza rispetto a cani alimentati in modo più razionale. La spiegazione è da ricercare nella disarmonia di sviluppo che nei cani a rapida crescita viene ulteriormente accentuata dall’alimentazione troppo spinta. Bisogna inoltre tener conto del rimodellamento (cambiamenti di forma) che il segmento radio-ulnare subisce durante lo sviluppo del giovane cane. Basti pensare che all’età di 5-6 mesi il diametro dell’ulna nella parte distale (inferiore) è notevolmente superiore a quello del radio, mentre nel cane a fine sviluppo i rapporti sono esattamente il contrario. Questi rimodellamenti possono notevolmente essere influenzati dall’alimentazione. A partire dal 1989 in seguito ad un accordo tra WSAVA (World Small Animal Veterinary Associations), IEWG (International Elbow Working Group) e FCI (Federazione Cinologica Internazionale) si è dato inizio ad un programma di controllo della displasia del gomito proponendo uno schema di prevenzione e ricerca a livello internazionale. La valutazione delle radiografie è effettuata in modo da raccogliere dati accessibili a ricercatori ed allevatori al fine di selezionare gli esemplari più adatti a migliorare la razza. Lo screening radiografico deve essere effettuato con metodica standardizzata a non meno di 12 mesi di età su entrambi i gomiti. Il cane deve essere opportunamente identificato e le radiografie corrispondenti corredate di giudizio devono anch’esse essere identificate e archiviate per almeno 10 anni. Le organizzazioni che effettuano i controlli ufficiali sono svariate, in Italia: la FSA e A.I.V.P.A. con le loro Centrali di Lettura ufficiali; nel mondo OFA e BVA sono tra le più importanti Patologie primarie della Displasia del Gomito o ED La presenza di una o più patologie primarie di sofferenza ossea (osteo sclerosi subtrocleare) o di segni più o meno evidenti di artrosi (osteofiti di dimensioni variabili da 1 a più di 5 mm.) nelle 7 posizioni ben definite dell’articolazione sono da ritenersi gli elementi che consentono al lettore di formulare il giudizio sulla presenza o meno della patologia e sull’eventuale livello di gravità. Le cause di queste patologie primarie non sono ancora state definitivamente chiarite. allevamento golden retriever Noor Golden roma CLASSIFICAZIONE DELLA DISPLASIA DEL GOMITO La classificazione adottata dalla FSA è quella raccomandata a livello internazionale dalla FCI e dalla WSAVA su indicazione del IEWG: * Grado 0: gomito normale non si riscontrano segni di anormalità * Grado I°: artrosi leggera è presente una formazione di osteofiti di ampiezza inferiore a 2 mm; e/o appare un aumento di sclerosi dell’osso subcondrale nella regione della parte distale dell’incavo trocleare dell’ulna; e/o appare uno scalino evidente tra la testa del radio e la parte caudale dell’incavo trocleare ulnare nella proiezione sagittale * Grado II°: artrosi moderata è presente una formazione di osteofiti di ampiezza tra 2 e 5 mm; * Grado III°: artrosi grave è presente una formazione di osteofiti di ampiezza superiore a 5 mm; l’evidenza di un processo coronoideo mediale frammentato o di una mancata unione del processo anconeo comportano il grado III° indipendentemente dal grado di artrosi presente; anche i cani sottoposti ad interventi chirurgici per patologie del gomito da sviluppo dovrebbero essere classificati come Grado III° CLASSIFICAZIONE IEWG-FCI DELLA DISPLASIA DEL GOMITO (Immagini e descrizioni da FSA) Grado 0 "Gomito normale" Il soggetto può essere usato per la riproduzione Non si riscontrano segni di anormalità Grado I "Artrosi leggera" Il soggetto può essere usato per la riproduzione ma solo con soggetti di "Grado 0" È presente una formazione di osteofiti di ampiezza inferiore a 2mm; e/o appare un aumento di sclerosi dell’osso subcondrale nella regione della parte distale dell’incavo trocleare dell’ulna; e/o appare uno scalino evidente tra la testa del radio e la parte caudale dell’incavo trocleare nella proiezione sagittale. Grado II "Artrosi moderata" Il soggetto non può essere usato per la riproduzione È presente una formazione di osteofiti di ampiezza tra 2 e 5 mm. Grado III "Artrosi grave" Il soggetto non può essere usato per la riproduzione È presente una formazione di osteofiti di ampiezza superiore a 5 mm; l’evidenza di un processo coronoideo mediale frammentato o di una mancata unione del processo anconeo comportano il grado III indipendentemente dal grado di artrosi presente. allevamento golden retriever Noor Golden roma LA DISPLASIA DELL’ANCA La Displasia Congenita dell’Anca I Retriever sono delle razze soggette a Displasia dell’Anca, in questo tipo di patologia, multifattoriale, la testa ed il collo del femore con l’acetabolo risultano, singolarmente o nel complesso, più o meno deformati. Nelle sintomatologie più gravi si manifesta con la zoppia del soggetto, più comune in cani con una rapida crescita scheletrica. Molti studi vertono nel ritenerla, nel caso ereditario, una forma poligenica (dovuta da più geni) ad andamento recessivo, ed è questa sua caratteristica che spesso pur non essendo manifesta nei genitori può comparire nei figli. Oggi si cercano nuove metodologie di prevenzione grazie allo studio del genoma canino, ma ancora non perfezionate si continua ad adoperare il "vecchio" ed universalmente accettato sistema dell’esame radiografico dell’articolazione coxo-femorale per essere in grado di identificare i soggetti malati. Tutti i soggetti usati per la riproduzione devono aver superato tale esame che, pur essendo vecchio, costituisce un importante prova ed un mezzo per ridurre l’incidenza di questa patologia. Un soggetto affetto da questa patologia può avere una sintomatologia varia. Abitualmente si manifesta in un età compresa tra i 4/5 ed i 10/12 mesi, con una zoppia più o meno accentuata, a caldo dopo uno sforzo intenso o a freddo quando inizia il movimento. Se viene colpito un arto solo, l’andatura dell’animale sarà claudicante ed aperta, tenendo il ginocchio lasso ed in scarico l’arto leso. Si vedrà l’animale con una certa pesantezza nel movimento. Esistono ottimi rimedi anche chirurgici che, in linea di massima, risolvono quasi completamente il problema facendo condurre agli animali operati una vita ed una attività fisica normale e senza dolori. Per ricevere il Timbro di Esenzione da Displasia sul Certificato di Origine (Pedigree), l’esame radiografico deve essere effettuato da una Associazione di Veterinari abilitati che si trovano su tutto il territorio italiano. Costoro invieranno le lastre alla rispettiva Centrale di Lettura Ufficiale, presso Cremona (Dott. Aldo Vezzoni) per la FSA e presso Ferrara (Dott. Cesare Pareschi) per l’A.I.V.P.A. Deve essere eseguita a sviluppo osseo conseguito (oltre 1 anno di età) in anestesia generale per ottenere il massimo rilassamento muscolare con il corretto posizionamento (dorso-vertebrale) del soggetto. Esistono diversi sistemi di lettura di queste lastre radiografiche i più comuni sono il sistema FCI (il più comune) e il sistema Willis o Anglosassone. Sistema FCI (materiale fotografico e descrizioni dal sito FSA) Italia - Austria - Belgio - Francia - Germania - Spagna - Svezia * NORMALE (Grado A) La testa del femore e l’acetabolo sono congruenti. Il bordo acetabolare craniolaterale appare netto e leggermente arrotondato. Lo spazio articolare risulta sottile ed uniforme. L’angolo di Norberg è di circa 105° o superiore. * QUASI NORMALE (Grado B) La testa del femore e l’acetabolo appaiono leggermente incongruenti e l’angolo di Norberg è di circa 105°, oppure l’angolo di Norberg è inferiore a 105° ma il centro della testa del femore si trova medialmente al bordo acetabolare dorsale. * LEGGERA DISPLASIA (Grado C) La testa del femore e l’acetabolo appaiono incongruenti e l’angolo di Norberg è di circa 100° e/o il bordo acetabolare craniolaterale risulta appiattito. Possono essere presenti lievi irregolarità o segni minori di modificazioni osteo-artrosiche. Apposizione della "a" (simbolo internazionale) sulla pagina esterna del Certificato di Origine (Pedigree) e nella pagina interna il timbro ufficiale di esenzione con il grado di displasia rilevato. I suddetti soggetti possono essere usati per la riproduzione. * MEDIA DISPLASIA (Grado D) Incongruenza evidente tra la testa del femore e l’acetabolo, con sub-lussazione. L’angolo di Norberg è compreso tra 90° e 100°. Sono presenti un appiattimento del bordo acetabolare craniolaterale e/o segni di osteoartrosi. * GRAVE DISPLASIA (Grado E) Sono presenti modificazioni marcate come lussazione o sublussazione evidente, con l’angolo di Norberg inferiore a 90°, appiattimento del bordo acetabolare craniolaterale, deformazione della testa del femore (a forma di fungo od appiattita) od altri segni di osteoartrosi. Non si concede la "a" e non si appone alcun timbro di esenzione sul Certificato di Origine (Pedigree). I soggetti suddetti NON devono essere usati per la riproduzione. allevamento golden retriever Noor Golden roma Fonte dell’articolo www.retriever.it
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